Parte VI: Ariano torna a far festa. Si torna in Serie D!


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Dopo due anni di “purgatorio” in Promozione l’Ariano cambia volto. La proprietà passa nelle mani del leggendario Nino Grasso e inizia un nuovo periodo d’oro per l’US Ariano.

Le prime stagioni dopo la retrocessione in Promozione
– La stagione 1997/98 è la prima dopo tanti anni non più ai vertici del calcio regionale. Si gioca in Promozione, ma non è più la Promozione di un tempo, oggi sostituita dall’Eccellenza. E’ una stagione di transizione, senza infamia e senza lode. L’Ariano di Baviello e Cervinaro non brilla, ma riesce comunque a chiudere a metà classifica, salvandosi senza alcun affanno. La gente sembra però disinteressata e si avverte l’esigenza di un rilancio.
– La musica inizia a cambiare nel 1998/99, ma non da subito. A stagione in corso la squadra viene rilevata dall’imprenditore Nino Grasso, che non nasconde il suo progetto vincente. Nell’immediato prova a fare qualche colpo di mercato importante per concludere in maniera piacevole il campionato. Nel girone di ritorno l’Ariano è la squadra che fa più punti, ma pesa un girone d’andata non esaltante. Si chiude al quinto posto, ma si pongono le basi per il grandissimo campionato successivo.

Dalla Promozione al ritorno in Serie D: l’era Grasso
– La prima stagione di Nino Grasso dall’inizio del campionato. Viene allestita una gran bella squadra. Alla guida c’è Arbitrio. Sono confermati i giovanissimi Giuseppe e Gianluca Guardabascio, oltre a Cavalletti e Sicuriello, mentre arrivano due colonne come Mallardo e l’indimenticato Zottola. Proprio i due nuovi acquisti sono i trascinatori della squadra, che stravince il campionato. L’Eclanese prova a tenere testa, ma non c’è mai storia. L’Ariano totalizza la bellezza di 71 punti, chiude a +13 sull’Eclanese seconda e perde una sola partita sulle trenta totali. Un campionato letteralmente dominato. Si torna in Eccellenza dopo tre anni di “purgatorio”. In estate esulta anche l’Eclanese per il ripescaggio, ma la gloria della promozione sul campo e del campionato dominato ce la prendiamo noi.
– La stagione 2000/01 è quella che rivede finalmente l’Ariano in Eccellenza. Viene cambiato il nome della società. Viene abbandonato lo storico nome di “US Ariano Valle Ufita” in favore del nuovo US Ariano Irpino, per cimentare ancora di più il rapporto tra squadra e città. Stagione importante in cui vengono messi a segno alcuni colpi importanti. Arrivano Ciccio Messina, De Feo e Aldo Papa, che si uniscono a Mallardo e Zottola. L’Ariano si comporta benissimo. I limiti ci sono, ma la squadra sembra prendere le misure per il campionato successivo. Alla fine chiude al quarto posto alla pari col Nola. Davanti all’accoppiata nolano-arianese ci sono solo le tre squadre che fino all’ultima giornata si contendono il primato.
– Dopo l’ottimo campionato passato l’Ariano finalmente allestisce una rosa competitiva ai massimi livelli. L’obiettivo dichiarato è la Serie D, ormai non ci si nasconde più. Alla guida c’è Amerigo Ferrara, amatissimo dal popolo arianese. Arrivano Falcone, Loffredo Sasà e Maurizio Coppola. Ma soprattutto l’organico si arricchisce nel reparto offensivo con Castellano e Santaniello. Dei fratelli Guardabascio resta il solo Gianluca, mentre rientra in squadra un sempre giovanissimo Mario Grasso. Ci sono sempre i soliti Messina, Papa e De Feo. La squadra fin dalle prime battute fa capire di essere la migliore del torneo. Le inseguitrici rinunciano ben presto alla battaglia. Tranne il Solofra, con il quale nasce una rivalità fortissima. I solofrani, che già nella stagione precedente avevano allestito una squadra molto forte, ci crede. Ma dopo l’1-1 nello scontro diretto sul finire del campionato, si rassegnano a dover giocare gli spareggi. L’Ariano stravince il campionato con 75 punti a +6 sui gialloblu. Dopo 17 anni dagli epici spareggi del “Vestuti”, l’Ariano è di nuovo in Serie D. La città è in estasi.

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