Parte VIII: il nuovo corso del calcio arianese: Vis Ariano e l’anno da favola del Real Ariano


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Con l’US Ariano ormai scomparso sono le compagini orginariamente secondarie del paese a giocare il ruolo di protagoniste. Tra le varie compagini ce n’è una che emerge sulle altre e che decide di evolversi da realtà di quartiere al realtà cittadina. Si tratta del vecchio Cardito Ariano che muta il suo nome in Ariano Valle Ufita prima e Vis Ariano poi e cambia anche colori, ricalcando quelli storici del calcio arianese. Società, che tolto un biennio (2011-2013) non è mai stata troppo amata dal popolo arianese. Qualche anno dopo nasce anche una nuova società, che diviene la vera erede dell’US Ariano : il Real Ariano Irpino, con ambizioni di vertice. Il calcio ad Ariano non muore.


Prima del nuovo corso: la Polisportiva Cardito (1989-2007)
Già ai tempi della prima crisi dell’US Ariano, quella del post-Graziano, nel 1989 sempre ad Ariano Irpino nasce una nuova società che porta il nome di un quartiere di Ariano Irpino: la Polisportiva Cardito Ariano. La società nasce per competere nelle categorie inferiori del calcio campano, sperando di riuscire a creare una bella realtà per il panorama calcistico arianese. Dopo aver giocato per i primi anni in Seconda e Prima Categoria, nel 1993/94 il Cardito riesce nello storico salto in Promozione. La Promozione dura solo un anno, dopo la sfortunata retrocessione del 1994/95. A questo punto la società, pur non riuscendo a tornare nel secondo campionato regionale, si mantiene per anni in Prima Categoria. La svolta arriva nell’estate del 2005, quando la società riesce a rilevare il titolo sportivo della Teoreo Montoro. La Teoreo Montoro è una società nata dopo il trasferimento del titolo della Teoreo da Avellino a Montoro Inferiore. Ma nel 2005, come detto, viene acquistato il titolo e portato ad Ariano. Per questioni legali il nome ufficiale della società resta quello di Teoreo Montoro, ma di fatto si tratta del Cardito, che grazie a questa operazione riesce a tornare in Promozione. Nel 2005/06 il Cardito, ormai a tutti gli effetti seconda realtà cittadina, ottiene la salvezza. L’anno successivo, con l’Ariano ormai scomparso, il Cardito (sempre ufficialmente Teoreo Montoro) disputa un ottimo campionato, chiudendo al quarto posto nel campionato di Promozione. Ma i tempi sono maturi per dare una scossa. La società, finalmente non più vincolata a mantenere il nome di Teoreo Montoro, in estate decide di dare inizio a un nuovo corso per il calcio arianese.

 

Il cambio di nome e colori sociali e il nuovo inizio
– Nell’estate del 2007 la grande svolta. La Polisportiva Cardito Ariano, vista l’assenza di realtà calcistiche cittadine che identifichino l’intero paese, cambia colori sociali dal giallo-verde al bianco-azzurro e cambia nome, divenendo Associazione Sportiva Dilettantistica Ariano Valle Ufita, ricalcando il nome storico della squadra arianese che per anni ha emozionato gli sportivi. Il primo campionato sotto questo nuovo nome con Gerardo Del Vecchio in panchina è buono. Salvezza tranquilla e campionato concluso a metà classifica.
– Non è lo stesso nel campionato 2008/09. Non bastano le prestazioni di Macchione, Baviello Musto (questi ultimi due in passato nell’US Ariano). Arriva una sfortunatissima retrocessione per un solo punto in meno rispetto a Venticano e Atripalda. In estate, però, si tira un sospiro di sollievo con la notizia del ripescaggio. Si resta in Promozione e il progetto può ripartire.
– Reduce dallo sfortunato campionato precedente, l’Ariano prova a rinforzarsi per un campionato sicuramente migliore. Cambia il regolamento con l’introduzione di play off e play out. In Eccellenza sale direttamente la prima classificata, come sempre, mentre dalla seconda alla quinta giocano i play off, a patto che non vi sia un distacco di oltre 10 punti tra seconda e terza. Play off con semifinali e finali in gara unica in casa della meglio piazzata; la vincente accede allo spareggio finale contro la vincente dei play off di un altro girone. Stesso discorso in coda: l’ultima retrocede direttamente, mentre le altre ultime quattro giocano i play out, a meno che non vi sia un distacco di 10 punti tra quint’ultima e quart’ultima. I migliori della stagione sono Macchione Marinaccio, che riescono a portare l’Ariano a metà classifica verso una salvezza tranquilla.
– Grandi rischi nella stagione 2010/11, dove però l’Ariano con un grande girone di ritorno riesce a salvarsi, senza dover neanche passare per i play out, visto che il distacco sulla Bisaccese, avversaria teorica, supera i 5 punti massimi richiesti per poter disputare gli spareggi. Protagonista della salvezza è Mario Grasso, che torna a giocare ad Ariano dopo diversi anni e a mettere a disposizione il suo cuore di capitano. Quindi Ariano automaticamente salvo. Ma in estate parte il rinnovamento del progetto.

La scalata della Vis Ariano verso l’Eccellenza
– Nell’estate 2011 la società si rinnova. Anzitutto viene modificato il nome della società, che diventa Vis Ariano 1946. Grasso è il capitano e leader incontrastato della squadra. Al suo fianco, però, arrivano elementi importanti per la categoria: Cutolo, Gianluca Guardabascio, Joung, Russo e La Pietra. Da Sansepolcro arriva anche Spaccamiglio, che diventerà negli anni seguenti uno dei leader nonostante la giovane età. Inoltre si affermano nella squadra elementi giovani importanti come Marinaccio e Armando Grasso. Il campionato degli arianesi è ottimo. Sempre guidata da Del Vecchio in panchina, la squadra riesce a chiudere al terzo posto. Purtroppo, però, il distacco dall’Intercasertana seconda supera i dieci punti massimi previsti dal regolamento per poter giocare i play off. Così l’Intercasertana accede direttamente allo spareggio finale, senza dover passare per i play off. La Vis Ariano deve accontentarsi, ma finalmente è riuscito a riavvicinare i tifosi allo stadio e a ricreare quell’entusiasmo che mancava da tempo.
– La stagione successiva è ancora migliore per la Vis Ariano. Viene confermato il gruppo dell’ottima stagione precedente e costruita una squadra che possa lottare per le posizioni di vertice. Arrivano altri elementi di spicco come Di Tuccio, Menna, De Biase, Zobel, Verrilli e l’arianese Santosuosso, prodotto del vivaio di Fiorentina e Arezzo e reduce da vari campionati in Serie D. La stagione è certamente positiva. La Mariglianese va a mille e non la prende nessuno, ma la Vis Ariano riesce a chiudere ancora terza e stavolta i play off si giocano. Nella semifinale c’è il derby contro il Cervinara. Una gara tesissima sugli spalti e fuori dal campo, in una giornata di guerriglia. Tuttavia il campo parla chiaro: con le reti di Di Tuccio, De Biase Verrilli l’Ariano liquida i caudini e vola in finale. La finale si gioca a porte chiuse e in campo neutro a San Martino Valle Caudina per motivi di ordine pubblico. L’avversario è il Montesarchio, formazione che per tutto il campionato ha conteso agli arianesi il secondo posto. La gara parte bene con il gol di Di Tuccio, ma poi arriva il pari dei sanniti. La gara viene condizionata dall’espulsione del portiere biancazzurro e alla fine il Montesarchio segna il 2-1 che nega alla Vis Ariano di Del Vecchio di giocarsela ai supplementari. Finisce 2-1 e il sogni di tornare in Eccellenza svanisce. O forse no. Infatti in estate c’è la solita cascata di fallimenti e iscrizioni mancate. La Vis Ariano presenta ancora la domanda di ripescaggio, che viene accolta. La città di Ariano torna in Eccellenza. L’ultima volta della città arianese in Eccellenza risaliva al 2001/02, anno in cui veniva vinto il campionato e si saliva in D.
– La stagione del ritorno in Eccellenza del calcio arianese con la Vis Ariano è quella in cui viene allestita una squadra che possa fare un bel campionato. Qualcuno addirittura parla di play off, ma la stagione va diversamente. Nonostante la leadership di Grasso; le conferme di Gianluca Guardabascio, Santosuosso, Di Tuccio, Spaccamiglio e De Biase; e gli arrivi di Manco e Pino Guardabascio. La squadra non decolla e va in difficoltà. Del Vecchio lascia a stagione in corso la guida tecnica a Pirone, che riesce nel finale di campionato a trovare la quadratura e a centrare la salvezza senza dover passare per i play out. La stagione ha i suoi strascichi e in estate alcune uscite in società costringono a rivedere gli obiettivi per il campionato successivo. Sempre però in Eccellenza.

Il ritorno in Promozione e la favola breve del Real Ariano
– La stagione 2014/15 per il calcio arianese è dai due volti. In Eccellenza la Vis Ariano delude e gioca un campionato indegno, a causa anche di una squadra troppo giovane, con il solo Santosuosso a dare qualità. Finisce con un deludente penultimo posto che non dà neanche diritto ai play out a causa dell’eccessivo distacco dalla quintultima. Si retrocede in Promozione.
– Ma è questo l’anno in cui, anche se stavolta non grazie alla Vis, l’Ariano del calcio torna a sognare. Lo fa grazie a una società esistente dal 2010 e che gioca in Prima Categoria, il Real Ariano Irpino, che in Prima Categoria lancia un progetto di soli giocatori arianesi (esclusi i portieri). E sono anche nomi importanti: Musto (ex US Ariano),Marinaccio, Armonico, Macchione, Maraio. Alla guida la bandiera Carmelo Marinaccio. Stagione eccezionale che si conclude con un primo posto a pari punti con lo Sporting Accadia, ben distanti dalle altre concorrenti. E’ necessario uno spareggio in campo neutro. A Sturno la sfida tra Real Ariano e Sporting Accadia si conclude 1-1 anche dopo i supplementari. E solo dopo un’infinita serie di rigori i pugliesi, prestati al girone campano, hanno la meglio. Ma il secondo posto dà diritto a un ulteriore spareggio (visto che i play off non si giocano), in casa, contro un’altra seconda di un altro girone. Davanti a un “Renzulli” tornato come ai bei tempi, il Real Ariano conquista la Promozione battendo per 2-1 la Honveed Coperchia. Ariano Irpino torna, con una promozione sul campo, nel calcio regionale che conta. Si sogna un derby in Promozione tra Vis e Real, ma la favola dura pochissimo. L’ambizioso club non si iscrive in Promozione ed è costretto a ripartire addirittura dalla Seconda Categoria, smantellando tutto.

La storia salvata ai play out
– Senza il Real Ariano, che pur avendone diritto non si iscrive in Promozione, nel secondo torneo regionale rimane solo la neoretrocessa Vis Ariano. Squadra allestita in fretta e con molti, troppi, giovani. Le uniche soddisfazioni sono le due vittorie nei derby contro il Grotta, ma dopo un torneo in cui si alternano in panchina ben tre allenatori (Marinaccio, Spica e infine il duo Palazzo-Macera) e dopo un finale di campionato pessimo, l’Ariano si ritrova a giocare i play out. La miglior posizione in classifica nella regular season permette di giocare in casa e con due risultati su tre a disposizione lo spareggio contro il San Martino Valle Caudina. Gara soffertissima che i biancazzurri riescono a chiudere sul 2-2 dopo i tempi supplementari. Salvezza importante perché mai dal 1971 ad Ariano si è andati al di sotto del secondo campionato regionale. La storia è salva.

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