Vis Ariano Accadia: il nuovo corso in Eccellenza


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foto dalla pagina Facebook di Cittadiariano.it

La rinascita parte nel 2017, quando la Vis Ariano inizia a pensare in grande ed è protagonista di varie ottime stagioni. Nel 2017/18 lotta per tornare in Eccellenza, fermandosi solo nei play off in semifinale. Ma l’Eccellenza arriva l’anno dopo con il ripescaggio, che fa seguito alla fusione con lo Sporting Accadia, che porta all’ambiziosa Vis Ariano Accadia, che già al primo anno in Eccellenza fa benissimo. Solo lo stop dovuto alla pandemia del “covid-19” impedisce di continuare a sognare.

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La rinascita e il ripescaggio

Ma la vera stagione della rinascita è il 2017/18, quando si verificano nuovi ingressi in società e nuovi arrivi soprattutto dal panorama del napoletano come Savarese, Di Capua, Terracciano; ma anche grazie ad atleti locali in grande forma come Luzzi, Cavotta, Bernardo e il solito grandissimo Capodilupo. Dopo anni di anonimato o quasi l’Ariano torna a giocarsi un play off, chiudendo la stagione con un quarto posto tanto meritato quanto sofferto perché raggiunto solo all’ultima giornata. I play off durano purtroppo pochissimo, visto che nella sfortunata semifinale di Paolisi, i padroni di casa ribaltano lo svantaggio iniziale e vincono 2-1 qualificandosi alla finale.

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l’Ariano che arriva in semifinale play off di Promozione nel 2017/18

La stagione successiva, invece, segna un passo indietro a livello sportivo. Nonostante la straordinaria annata realizzativa di Capodilupo, la Vis Ariano non decolla e si arena nella metà classifica in un campionato dove a gioire sono i grandi rivali del Grotta, che vincono e salgono in Eccellenza dopo anni di rincorsa. Ma in estate arriva la grande notizia. Si fa affari con De Rosa, patron dello Sporting Accadia, società neopromossa dalla I Categoria alla Promozione con l’arianese Del Vecchio alla guida. Le due società procedono alla fusione che porta alla nascita della Vis Ariano Accadia, con sede e campo di gioco proprio al Renzulli. Ma non finisce qui perché la società fa domanda di ripescaggio in Eccellenza e ottiene il pass. L’Ariano torna nella principale categoria regionale.

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Fermati solo dal “Covid-19”

Il ritorno in Eccellenza è straordinario. La Vis Ariano Accadia è protagonista di una grande campagna acquisti. Arrivano esperti come Imparato e Mounard, ma anche giovani talentuosi come Sorrentino, Sekou, Salif, Thibaut e soprattutto Fodè. Inoltre ci sono le ottime conferme di Luzzi, Bernardo e Capodilipo e il grande ritorno di Armando Grasso. La stagione parte col freno a mano tirato, ma poi ingrana e l’Ariano arriva addirittura nelle primissime posizioni nel girone di andata, per poi attestarsi in zona play off stabilmente nel girone di ritorno. Ma a sette giornate dalla fine il campionato (e il mondo intero) viene scosso dall’inattesa pandemia del “coronavirus”. Le nuove norme sanitarie impediscono un’immediata ripresa del campionato, che qualche mese dopo lo stop viene ufficialmente dichiarato concluso con la cristallizzazione della classifica. Ariano che da regolamento avrebbe potuto disputare i play off per la Serie D, ma lo stop ha impedito tutto questo.

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l’Ariano protagonista dell’ottimo ritorno in Eccellenza nel 2019/20

Anni difficili tra Eccellenza e Promozione


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Il grande ritorno in Eccellenza, come Vis Ariano, in realtà non è esaltante. Le due stagioni nella principale categoria regionale sono da cardiopalma. La prima termina con una fortunata salvezza, ma la seconda con una brutta retrocessione che lascia strascichi anche l’anno dopo, quando solo ai play out i biancazzurri evitano una clamorosa retrocessione in I Categoria.

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I due anni in Eccellenza

La stagione del ritorno in Eccellenza del calcio arianese con la Vis Ariano è quella in cui viene allestita una squadra che possa fare un bel campionato. Qualcuno addirittura parla di play off, ma la stagione va diversamente. Nonostante la leadership di Grasso; le conferme di Gianluca Guardabascio, Santosuosso, Di Tuccio, Spaccamiglio e De Biase; e gli arrivi di Manco e Pino Guardabascio. La squadra non decolla e va in difficoltà. Del Vecchio lascia a stagione in corso la guida tecnica a Pirone, che riesce nel finale di campionato a trovare la quadratura e a centrare la salvezza senza dover passare per i play out. La stagione ha i suoi strascichi e in estate alcune uscite in società costringono a rivedere gli obiettivi per il campionato successivo. Sempre però in Eccellenza.

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la Vis Ariano che fa il suo ritorno in Eccellenza nel 2013/14

La stagione 2014/15 per il calcio arianese è dai due volti. In Eccellenza la Vis Ariano delude e gioca un campionato indegno, a causa anche di una squadra troppo giovane, con il solo Santosuosso a dare qualità. Finisce con un deludente penultimo posto che non dà neanche diritto ai play out a causa dell’eccessivo distacco dalla quintultima. Si retrocede in Promozione. A mitigare la delusione dell’Ariano calcistica ci pensa la giovane compagine del Real Ariano, che arriva secondo solo dopo aver perso lo spareggio nel suo girone di I Categoria, ma vince gli spareggi intergirone e ottiene il pass per la Promozione. Si profila un derby tutto arianese per la stagione successiva, ma il Real Ariano si rivelerà essere solo una meteora, non avendo i mezzi economici per sostenere un campionato nella cadetteria regionale.

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l’Ariano che nel 2014/15 retrocede dall’Eccellenza alla Promozione

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La storia salvata ai play out

Senza il Real Ariano, che pur avendone diritto non si iscrive in Promozione, nel secondo torneo regionale rimane solo la neo-retrocessa Vis Ariano. Squadra allestita in fretta e con molti, troppi, giovani. Le uniche soddisfazioni sono le due vittorie nei derby contro il Grotta, ma dopo un torneo in cui si alternano in panchina ben tre allenatori (Marinaccio, Spica e infine il duo Palazzo-Macera) e dopo un finale di campionato pessimo, l’Ariano si ritrova a giocare i play out. La miglior posizione in classifica nella regular season permette di giocare in casa e con due risultati su tre a disposizione lo spareggio contro il San Martino Valle Caudina. Gara soffertissima che i biancazzurri riescono a chiudere sul 2-2 dopo i tempi supplementari. Salvezza importante perché mai dal 1971 ad Ariano si è andati al di sotto del secondo campionato regionale. La storia è salva.

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la Vis Ariano in Promozione nel 2015/16

Dopo il grande spavento, l’Ariano prova a ricostruire, grazie anche all’apporto di nuove sponsorizzazioni e all’arrivo di alcuni giocatori importanti, come su tutti il bomber di categoria Capodilupo. Nel 2016/17 i biancazzurri ottengono una salvezza meritata, facendo un gran bel bottino nel girone di andata e mettendo a segno qualche punto pesante anche nel girone di ritorno.

Il nuovo corso del calcio arianese: Vis Ariano


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Con la scomparsa dello storico US Ariano, la città del Tricolle rimane priva di una compagine calcistica. Ma ben presto il calcio riparte. In questi anni sale alla ribalta, sebbene non subito col favore del pubblico, il Cardito Ariano. Questa giovane società militante nelle categorie minori cambia nome, riprendendo il nome storico dell’Ariano e divenendo il punto di riferimento. Poi con il nuovo cambio di denominazione in Vis Ariano, dà vita al nuovo corso del calcio arianese, che culmina nel 2013 col grande ritorno in Eccellenza.

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La Polisportiva Cardito

La Polisportiva Cardito nasce nel 1989. Si tratta di una classica società di provincia che milita nelle categorie inferiori del calcio regionale. Nulla a che vedere con la storia e le ambizioni dell’US Ariano storico. Né con il nome, visto che prende il nome di un quartiere della città. E neanche con i colori, visto che sono il giallo e il verde. Eppure questa piccola società si fa strada nelle categorie minori, arrivano nel 1993/94 a ottenere uno storico passaggio in Promozione. L’esperienza nella cadetteria regionale dura appena un anno, con l’immediata retrocessione in I Categoria. Nel 2005/06, però, arriva un nuovo traguardo. Nell’estate dell’ultima stagione dello storico US Ariano in Serie D, il Cardito acquista il titolo di una compagine locale, la Teoreo Montoro, che milita in Promozione. Grazie all’acquisizione del titolo, il Cardito si ritrova in Promozione, dove riesce a rimanerci. Con la scomparsa dell’US Ariano, il Cardito diventa la principale realtà calcistica del Tricolle. Per questo è necessario un restyling totale, nel nome, nei colori e nelle ambizioni. Così nell’estate del 2007 viene fatto il grande passo. La società cambia nome in Associazione Sportiva Dilettantistica Ariano Valle Ufita, riprendendo quindi la denominazione storica. Cambiano anche i colori, che tornano il bianco e l’azzurro. Certo. La presa sul pubblico non è immediata. Il ricordo dell’US è ancora molto vivo e la squadra prevalentemente di atleti locali, non sembra avere i mezzi per puntare ai grandi risultati di un tempo. Ma col passare degli anni le cose cambieranno.

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I primi difficili anni del nuovo Ariano Valle Ufita

La prima stagione del nuovo Ariano Valle Ufita è la 2007/08 in Promozione. All’esperto Baviello sono affiancati vari promettenti giovani arianesi come Di Gruttola, Macchione, e Marinaccio; sotto la guida di Gerardo Del Vecchio. Stagione tutto sommato buona, che si chiude a metà classifica.

Ma sono questi anni molto difficili e l’Ariano ne ha la prova nella stagione successiva. In un girone molto difficile in Promozione, i biancazzurri arrancano e a nulla serve l’ottimo rush finale con ben tre successi consecutivi. Per un solo punto l’Ariano retrocede in I Categoria. Ma quello che sembra il “de profundiis” del calcio arianese, viene fortunatamente cancellato in estate. Infatti l’Ariano riesce a ottenere il ripescaggio e a rientrare nel torneo di Promozione. Pericolo scampato.

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l’Ariano che nel 2008/09 retrocede dalla Promozione alla I Categoria, ma che viene salvato dal ripescaggio

Ma anche gli anni successivi non sono straordinari. Sempre con atleti principalmente arianesi o comunque locali, l’Ariano parte bene ma perde terreno nel corso del seguente campionato di Promozione del 2009/10. Alla fine i biancazzurri chiudono al centro classifica una stagione senza infamia e senza lode.

Da incubo, invece, la stagione 2010/11. La squadra si affida ai vari arianesi Macchione, Bernardo, Marinacccio, Armonico e Grasso. Ma non sfonda. Anzi, rischia grosso. La retrocessione sembra a un passo, visto che il campionato in Promozione è davvero disastroso e sfortunato. Ma nelle ultime partite i biancazzurri si risvegliano. Con due successi consecutivi riescono a chiudere al quartultimo posto, ma distanziando la Bisaccese e il San Felice a Cancello quanto basta per evitare la disputa dei play out. Ariano che ottiene quindi la salvezza ed evita la retrocessione. Ma dopo il grande pericolo è il momento del cambio di passo e di obiettivi. E’ il momento di un nuovo corso.

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Il nuovo corso e il ritorno in Eccellenza

La musica cambia nell’estate del 2011. In società entra l’imprenditore beneventano Zullo, anche portiere della squadra, che si unisce alla storica società che dirige l’Ariano fin dai tempi del Cardito. Restyling totale, con la società che cambia anche nome in Unione Sportiva Dilettantistica Vis Ariano Calcio. L’obiettivo è tornare protagonisti in Promozione per tornare poi nella massima categoria regionale, Eccellenza. Il torneo di Promozione del 2011/12 è però molto agguerrito e complicato. La Vis Ariano punta tutto sulla sapiente guida di Del Vecchio e su alcuni ottimi nuovi innesti come Joung, Cutolo e La Pietra, che ben si amalgamano con i talenti locali. Vis che è protagonista di un’ottima stagione, dove ottiene punti importanti contro più quotate avversarie come ad esempio l’Acerrana, vincitrice poi del campionato. L’Ariano chiude al terzo posto, miglior risultato da anni. Ma non basta per entrare nei play off visto il distacco di oltre 9 punti dall’Intercasertana, seconda. Rimane comunque il ricordo di un’ottima stagione, dove torna anche il supporto del pubblico. Si pongono le basi per un’altra ottima stagione.

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la Vis Ariano che arriva in finale nei play off di Promozione 2012/13: a fine stagione sarà comunque ripescata in Eccellenza

Ariano che si rinforza ulteriormente l’anno dopo. Arrivano ottimi giocatori come Manco, Zobel, Di Tuccio e De Biase e crescono talenti come Spaccamiglio e Verrilli. La squadra è davvero di alto livello e conduce un ottimo campionato, ottenendo ancora una volta il terzo posto. Ma stavolta va bene per giocare i play off. In un’infuocata semifinale in casa la Vis Ariano sfida il Cervinara. Match carico di tensione, dove tra opposte fazioni si verificano scontri. L’incontro è comunque vinto in scioltezza dal club del Tricolle, che trionfa per 3-0 grazie alle marcature di Di Biase, Di Tuccio e Verrilli, e va in finale. Gli scontri e le tensioni della semifinale portano, però, la federazione alla decisione di far disputare la finale contro il Montesarchio sul campo neutro di San Martino Valle Caudina e a porte chiuse. Ariano che, giocando in trasferta ed avendo chiuso dietro i caudini nella regular season, sono obbligati a vincere. Passano in vantaggio con Di Tuccio, ma poi vengono rimontati, perdendo per 2-1. Il Montesarchio accede allo spareggio intergirone (che comunque perderà, ndr), mentre finisce il sogno arianese. Ma l’estate si rivela ricca di sorprese. La Vis Ariano fa domanda di ripescaggio in Eccellenza e la domanda viene accolta. Dalla “porta di servizio” i biancazzurri ottengono il salto di categoria e dopo tanti anni, l’Ariano torna nella massima categoria regionale.

La Serie D e la fine dell’US Ariano


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l’Ariano che ottiene un’incredibile salvezza nei play out nella stagione 2003/04 in Serie D

Dopo ben 17 anni l’Ariano torna in Serie D. Ci resterà per quattro anni, ma questa tornata di “interregionale” si concluderà con un epilogo che in molti avrebbero voluto evitare. Certo, non mancheranno le soddisfazioni e i nuovi idoli. Ma l’epilogo sarà bruttissimo, con la retrocessione del 2006 e la cessione del titolo sportivo. Ma vediamo tutto con ordine.

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L’era Grasso. Si torna in Serie D!


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Dopo due anni di “purgatorio” in Promozione l’Ariano cambia volto. La proprietà passa nelle mani del leggendario Nino Grasso e inizia un nuovo periodo d’oro per l’US Ariano.

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Le prime stagioni dopo la retrocessione in Promozione

La stagione 1997/98 è la prima dopo tanti anni non più ai vertici del calcio regionale. Si gioca in Promozione, ma non è più la Promozione di un tempo, oggi sostituita dall’Eccellenza. E’ una stagione di transizione, senza infamia e senza lode. L’Ariano di Baviello e Cervinaro non brilla, ma riesce comunque a chiudere a metà classifica, salvandosi senza alcun affanno. La gente sembra però disinteressata e si avverte l’esigenza di un rilancio.

La musica inizia a cambiare nel 1998/99, ma non da subito. A stagione in corso la squadra viene rilevata dall’imprenditore Nino Grasso, che non nasconde il suo progetto vincente. Nell’immediato prova a fare qualche colpo di mercato importante per concludere in maniera piacevole il campionato. Nel girone di ritorno l’Ariano è la squadra che fa più punti, ma pesa un girone d’andata non esaltante. Si chiude al quinto posto, ma si pongono le basi per il grandissimo campionato successivo.

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l’Ariano che nel 1999/00 vince il campionato di Promozione e torna in Eccellenza. E’ l’inizio di una risalita che ci riporterà dopo

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Dalla Promozione al ritorno in Serie D: l’era Grasso

La prima stagione di Nino Grasso dall’inizio del campionato. Viene allestita una gran bella squadra. Alla guida c’è Arbitrio. Sono confermati i giovanissimi Giuseppe e Gianluca Guardabascio, oltre a Cavalletti e Sicuriello, mentre arrivano due colonne come Mallardo e l’indimenticato Zottola. Proprio i due nuovi acquisti sono i trascinatori della squadra, che stravince il campionato. L’Eclanese prova a tenere testa, ma non c’è mai storia. L’Ariano totalizza la bellezza di 71 punti, chiude a +13 sull’Eclanese seconda e perde una sola partita sulle trenta totali. Un campionato letteralmente dominato. Si torna in Eccellenza dopo tre anni di “purgatorio”. In estate esulta anche l’Eclanese per il ripescaggio, ma la gloria della promozione sul campo e del campionato dominato ce la prendiamo noi.

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una formazione dell’Ariano che nel 2000/01 torna a disputare l’Eccellenza, chiudendo nelle prime posizioni

La stagione 2000/01 è quella che rivede finalmente l’Ariano in Eccellenza. Viene cambiato il nome della società. Viene abbandonato lo storico nome di “US Ariano Valle Ufita” in favore del nuovo US Ariano Irpino, per cimentare ancora di più il rapporto tra squadra e città. Stagione importante in cui vengono messi a segno alcuni colpi importanti. Arrivano Ciccio Messina, De Feo e Aldo Papa, che si uniscono a Mallardo e Zottola. L’Ariano si comporta benissimo. I limiti ci sono, ma la squadra sembra prendere le misure per il campionato successivo. Alla fine chiude al quarto posto alla pari col Nola. Davanti all’accoppiata nolano-arianese ci sono solo le tre squadre che fino all’ultima giornata si contendono il primato.

Dopo l’ottimo campionato passato l’Ariano finalmente allestisce una rosa competitiva ai massimi livelli. L’obiettivo dichiarato è la Serie D, ormai non ci si nasconde più. Alla guida c’è Amerigo Ferrara, amatissimo dal popolo arianese. Arrivano Falcone, Loffredo Sasà e Maurizio Coppola. Ma soprattutto l’organico si arricchisce nel reparto offensivo con Castellano e Santaniello. Dei fratelli Guardabascio resta il solo Gianluca, mentre rientra in squadra un sempre giovanissimo Mario Grasso. Ci sono sempre i soliti Messina, Papa e De Feo. La squadra fin dalle prime battute fa capire di essere la migliore del torneo. Le inseguitrici rinunciano ben presto alla battaglia. Tranne il Solofra, con il quale nasce una rivalità fortissima. I solofrani, che già nella stagione precedente avevano allestito una squadra molto forte, ci crede. Ma dopo l’1-1 nello scontro diretto sul finire del campionato, si rassegnano a dover giocare gli spareggi. L’Ariano stravince il campionato con 75 punti a +6 sui gialloblu. Dopo 17 anni dagli epici spareggi del “Vestuti”, l’Ariano è di nuovo in Serie D. La città è in estasi.

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l’Ariano che nel 2001/02 vince il campionato di Eccellenza e dopo ben 17 anni torna in Serie D

Il lungo blackout


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Dopo la retrocessione dall’Interregionale, l’Ariano vive momenti bui. Graziano lascia la presidenza del club e la squadra entra in un tunnel dal quale non sembra poter uscire. Lentamente, anno dopo anno, l’ambiente si raffredda e si vive l’esigenza di una nuova “primavera” del calcio arianese. L’anno zero sarà il 1997, anno della retrocessione dall’Eccellenza alla Promozione.

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Gli anni dell’Interregionale


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L’ultima volta dell’Ariano in quarta serie (all’epoca Promozione Interregionale) è stata a cavallo tra le stagioni 1948/49 e 1950/51. Ma dopo le due reti di Spica negli spareggi, i biancazzurri finalmente ritornano ai massimi livelli del calcio dilettantistico. Dal 1981 la squadra arianese disputa ben sei stagioni in Interregionale, alcune di queste veramente belle. Sei anni indimenticabili. Ripercorriamoli.

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L’era Graziano: le prime ottime stagioni in Interregionale


La stagione 1981/82 vede l’Ariano di Graziano investire molto sul mercato. Vengono confermate le colonne della squadra come De Cata, Barbieri, Melito, Di Chiara, Spica, Campagna, Caso, Olmo, Giorgione e Pagliaro. Ma soprattutto arrivano nuovi giocatori, tutti di alto livello per la categoria. Il leggendario portiere Iachini, Ambra, Del Gaudio, Masullo e Cavaliere. In panchina arriva Elia Grego come nuovo allenatore. La squadra del Tricolle viene introdotta in un girone composto per metà da squadre campane e per metà da squadre calabresi. Il campionato dell’Ariano è di ottima fattura e si conclude al quarto posto alla pari con il Castrovillari. Grande stagione.

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Ariano che nel 1981/82 disputa il suo primo campionato in Interregionale e chiude addirittura quinto

La stagione 1982/83 vede l’Ariano avvalersi di nuove leve come Apollonio e D’Atri, con la “bandiera” De Cata nel doppio ruolo di allenatore-giocatore. Il girone stavolta è composto in grandissima parte da squadre campane, ma anche da alcune compagini laziali, abruzzesi e molisane. Il campionato si chiude con una salvezza conquistata con larghissimo anticipo e un sesto posto alla pari con Acerrana e Gaeta.

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Ariano che gioca in Interregionale nel 1982/83

La migliore stagione, però, è quella del 1983/84. Il colpo di mercato è Antonio Armonico, direttamente dalla Carratese. Oltre a lui arrivano anche Galasso, Amaddeo, Signorillo, Derme e Viscardo. Il campionato è di livello altissimo. Nel girone d’andata l’Ariano vola, poi si perde un po’ nel girone di ritorno. In un girone composto interamente da squadre campane, l’Ariano chiude, però, con un ottimo terzo posto alla pari con la Puteolana ad un solo punto dal Nola secondo classificato. Dal 1949 il miglior campionato della storia dell’Ariano.

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Altre due salvezze e poi la fine

Nel 1984/85 la compagine arianese continua ad esprimersi alla grande. Torna in squadra Olmo, mentre arrivano anche Grella, La Torre, Budroni e Bozzi. La stagione non è eccezionale come quella precedente, ma comunque l’Ariano ottiene la salvezza nel suo girone prevalentemente composto da squadre abruzzesi, ma anche con diverse compagini provenienti dalla Puglia.

Che la musica stia cambiando e non per il meglio, però, lo si capisce dal 1985/86. I colpi di mercato sono Cofano e il bomber Erodia, mentre fa il suo ingresso in squadra La Vita, presenza fissa nei campionati degli anni Novanta. Grazie ai gol di Erodia l’Ariano riesce a salvarsi chiudendo a 4 punti dalla zona retrocessione nel suo girone quasi interamente composto da squadre laziali, con alcune squadre campane e abruzzesi.

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Ma gli anni d’oro stanno finendo. La stagione 1986/87 è l’ultima dell’era Graziano. L’Ariano non riesce a rialzarsi dal declino. La causa è anche l’età non più giovane di molte colonne, alcune delle quali hanno già dato l’addio al calcio. Inserita ancora in un girone prevalentemente laziale, con alcune minoranze campane e abruzzesi, l’Ariano dà comunque battaglia e fa di tutto per salvarsi. Chiude, però, penultimo alla pari col Formia e manca la salvezza per soli 2 punti. Dopo sei stagioni si torna in Promozione. Per anni questi sei campionati in Interregionale resteranno nei ricordi del popolo arianese.

Gli indimenticabili spareggi del “Vestuti”. E’ Interregionale!


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l’Ariano che ottiene la storica promozione in Interregionale nel 1980/81 dopo gli spareggi di Salerno

Una volta tornato in Promozione l’Ariano allestisce anno dopo anno squadre che possano garantire il mantenimento della categoria. Ciò riesce per tre stagioni. Una volta retrocesso il progetto cambia. Prima di tutto nel ’76/77 si punta a tornare immediatamente in Promozione, quindi si inizia ad investire per il grande salto di categoria nell’Interregionale.

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Presenza fissa in Promozione fino al 1976


La squadra è la solita. De Cata e Antonucci, gli eroi di Isernia, confermatissimi insieme ai vari Negri, Riccio e Chiappinelli. La stagione 1973/74 regala una salvezza abbastanza tranquilla.

La stagione successiva è sulla falsa riga di quella precedente. Squadra di buon livello, che riesce nuovamente a salvarsi con qualche giornata di anticipo.

Ma dopo due salvezze, arriva l’annata negativa. Il 1975/76 presenta un’Ariano che va in difficoltà. All’ultima giornata, dopo un campionato complicato chiuso con un pesantissimo 0-4 a San Giuseppe Vesuviano, l’Ariano retrocede in Prima Categoria (equivalente dell’attuale Promozione, mentre la Promozione di allora era come l’Eccellenza di oggi).

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l’Ariano che nel 1976/77 vince il campionato di Prima Categoria e torna immediatamente in Promozione

Dall’immediato ritorno in Promozione all’inizio dell’era Graziano


Ma l’Ariano non ne vuole proprio sapere di navigare nei bassifondi del calcio regionale. Così, già nel 1976/77 si allestisce una squadra che possa salire immediatamente in Promozione. Sono protagonisti giocatori come Barbieri, Caso, Mariano, oltre che le “bandiere” De Cata, Di Chiara e Negri. Sotto la guida di Buonpensiero, l’Ariano vince di slancio il campionato di Prima Categoria e torna in Promozione.

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Già nell’estate del 1977 la dirigenza, composta da figure storiche come Paradiso, Luigi Grasso, Intonti, D’Amato e Mastandrea, cerca di aprire a nuove persone pronte ad investire per un progetto vincente. Nel 1977/78 si torna a giocare in Promozione, campionato che ha cambiato regole. Retrocede una squadra in meno e non basta più arrivare primi per salire in Interregionale: la prima, infatti, deve disputare un triangolare finale di spareggio con le prime classificate degli altri due gironi, nel quale bisogna arrivare o primi o secondi per salire di categoria. L’Ariano del nuovo allenatore Scarnicci gioca un ottimo campionato, arrivando al sesto posto, ben impressionando con i vari De Cata, Marinaccio, Pagliaro, Negri, Citro, Di Chiara e Campanaro.

Altro sesto posto nel 1978/79, sempre trascinata da Melito, Marinaccio, Negri, De Cata, De Laurentis, Pagliaro, Chiappinelli, Citro, Vitillo e Caso. Ancora meglio nella stagione successiva. Nel 1979/80 l’Ariano chiude addirittura quarto, dando chiarissimi segnali per la stagione successiva

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La magica stagione 1980/81

Nel 1980/81 la società passa sotto la proprietà dell’imprenditore Graziano. E’ la svolta. Viene allestista una squadra di tutto rispetto per la categoria. Arrivano nuove leve come Michele Giorgione, Gerardo Del Vecchio, Spica, Olmo e torna Carmelo Barbieri. A questi si aggiungono i confermatissimi Riccio, Di Chiara, Pagliaro, Vitillo, Caso, De Cata, Marinaccio, Carchia e Melito. Cambiano ancora le regole del campionato. La prima classificata torna ad essere promossa direttamente in Interregionale (regola che aveva penalizzato nelle tre stagioni precedenti la Sangiuseppese, sempre prima nel girone dell’Ariano ma sempre terza nel triangolare di spareggio). Una chance, però, anche per la seconda classificata, che accede al triangolare di spareggio contro le altre seconde, dove chiudendo in testa si ottiene la promozione in Interregionale.

Il campionato è equilibrato: una splendida corsa a tre con Angri e Sangiuseppese. Alla fine la spunta l’Angri, che chiude primo a 45 punti e sale in Interregionale. Ma l’Ariano riesce a terminare il torneo secondo a quota 43 proprio davanti alla temutissima Sangiuseppese, che si ferma a 41. A un passo dalla storia. Si arriva agli spareggi. Le avversarie sono due ottime compagini. Una è la Viribus Unitis che ha chiuso in testa il girone B alla pari con il Pomigliano, perdendo però lo spareggio per il primato. L’altra è la Boys Caivanese, seconda nel gruppo A per soli 2 punti in meno dell’Afragolese e con gli stessi punti del Rifo Sud, battuto nello spareggio per il secondo posto.

La location scelta è quella del “Vestuti” di Salerno. Il primo match è quello tra Ariano e Viribus Unitis, che l’Ariano vince 1-0 con rete di Spica. La prima è andata. Nel secondo match finisce 0-0 tra Caivanese e Viribus. La Viribus è fuori gioco, diventa decisivo il match tra Caivanese e Ariano, con i biancazzurri a cui basta anche solo il pareggio per la promozione. La partita si mette male con i gialloverdi in vantaggio. Ma quando tutto sembra svanire, ecco il gol a tempo scaduto ancora una volta di Spica, che regala l’1-1 e il punto che serve per la storica promozione in Interregionale. A ben 30 anni di distanza dalla Promozione Interregionale, primo “embrione” di Serie D, l’Ariano torna nel massimo scenario dilettantistico. In estate, però, faranno festa anche le altre contendenti. Saranno ripescate sia la Caivanese che la Viribus e perfino la Sangiuseppese. All’Ariano, almeno, la soddisfazione di avercela fatta sul campo.

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l’Ariano che ottiene la storica promozione in Interregionale nel 1980/81 dopo gli spareggi di Salerno

 

Dalla rifondazione allo spareggio col Poggiomarino


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l’Ariano che nel 1972/73 supera il Poggiomarino nello spareggio e sale in Promozione

Dopo diversi anni senza calcio, Ariano torna a cimentarsi nel pallone. Viene rifondata l’US Ariano Valle Ufita, che nelle prime stagioni milita nei campionati minori a carattere regionale. Sul finire degli anni Sessanta, però, la musica inizia seriamente a cambiare.

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La nascita dell’US Ariano e la Serie C sfiorata


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lo storico Ariano del 1948/49 che in Promozione (all’epoca equivalente alla Serie D odierna) sfiora l’accesso alla Serie C perdendo agli spareggi

La storia del calcio arianese si lega in modo indissolubile a quella dell’ormai scomparso US Ariano (sia US Ariano Valle Ufita sia US Ariano Irpino). Ripercorriamola con ordine. La società nasce con il nome di US Ariano nel 1946. Il primo campionato lo disputa nella stagione 1946/47 in Prima Divisione. Allora la Prima Divisione era il principale campionato regionale, organizzato a gironi interprovinciali (esattamente come l’Eccellenza oggi).

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La Promozione Interregionale e gli sfortunati spareggi del 1949


Nell’estate del 1948 viene deciso di creare un grande campionato dilettantistico interregionale, suddiviso in tre grandi leghe interregionali e immediatamente inferiore alla Serie C. Nasce così la Promozione Interregionale. Essendo un campionato suddiviso in grandi leghe interregionali, a loro volta costituite da almeno tre gironi ciascuna, vengono effettuati una miriade di ripescaggi. Un ripescaggio riguarda proprio l’Ariano, che si ritrova a soli due anni dalla nascita a disputare il suo primo campionato di “quarta serie”. I primi grandi nomi che entrano nella storia sono quelli di Capaldo, Ciccarelli, Di Furia, Fistmayer, Tofani, Moschella e Malfatti. Con questi primissimi campioni l’Ariano disputa il suo più bel campionato nel massimo livello del calcio dilettantistico.

Il regolamento del primo storico campionato di Promozione Interregionale (equivalente dell’attuale Serie D) prevede soli due posti riservati alle squadre della Lega Sud per salire in Serie C. Ciò significa che solo le tre vincenti dei tre gironi della Lega Sud possono accedere agli spareggi finali. L’Ariano gioca un campionato eccezionale nel girone N, in cui le uniche due non pugliesi sono il Campobasso e, appunto, l’Ariano. I biancazzurri riescono a chiudere primi a quota 38 punti, ma non sono soli. A pari punti con gli irpini ci sono anche la Biscegliese e il Manduria. Per conoscere chi andrà agli spareggi finali si rendono necessari degli ulteriori spareggi, per decidere la capolista effettiva del girone. Si disputa, così, un triangolare con sfide di gara unica in campo neutro.
Nel primo match, disputato a Foggia, l’Ariano perde 0-1 contro la Biscegliese. Per sperare ancora deve sperare nel colpaccio del Manduria nel secondo match tra quest’ultima e la Biscegliese, che però (a Lecce) finisce 0-0. La sfida di Bari contro il Manduria serve solo per onorare il campionato e l’Ariano la vince 1-0, facendo un favore alla Biscegliese, che va a giocarsi gli spareggi per la promozione.

ariano 1948

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Altri due campionati in quarta serie e poi il fallimento


Un altro bel campionato è quello successivo, nel 1949/50. L’Ariano gioca ancora nel girone N quasi interamente composto da squadre pugliesi (eccetto l’Ariano, il Campobasso e il Potenza). Non è la marcia gloriosa dell’anno precedente, ma è comunque un ottimo quinto posto alla pari col Martina Franca.

Ben diversa è la stagione 1950/51. Le spese sostenute nelle due precedenti annate iniziano a farsi sentire e l’Ariano disputa una stagione piena di difficoltà, con una squadra non sempre all’altezza della situazione. Il girone è sempre il gruppo N, quello delle squadre pugliesi, ad eccezione di Ariano, Campobasso, Potenza e Matera. La stagione è difficilissima e l’Ariano chiude penultimo a pari punti col Matera, retrocedendo in Prima Divisione. Ma la società fallisce e puntuale arriva la radiazione della FIGC. Ariano saluta il calcio, ma è solo un arrivederci. L’Ariano saluta la quarta serie. Ma, come vederemo, anche questo è solo un arrivederci.